La Cassa: storia di un progetto ai tempi del Covid-19

Riqualificare un fabbricato degli anni Settanta su due piani, di circa 100 mq ciascuno, conservando l’attuale destinazione d’uso residenziale, ma convertendolo da uni-familiare a bi-familiare. Questo il progetto in cui ci siamo impegnati poco tempo prima dell’arrivo della pandemia e che è ancora in progress. Ci prendiamo qui un momento di riflessione per analizzare l’andamento dei lavori e come l’emergenza Covid-19 abbia influito sia sulle modalità operative sia sulla progettazione. Ma andiamo con ordine.

Il progetto

Nel contesto della riconversione, è stata nostra iniziativa proporre ai proprietari – due giovani fratelli con propensione al risparmio energetico e al concetto di casa autosufficiente – la riqualificazione energetica dell’intero corpo di fabbrica, con l’obiettivo di ottenere una classe più performante rispetto a quella esistente, per un minor consumo e un maggior confort abitativo all’interno degli ambienti. Alla fine dei lavori il fabbricato risulterà in classe energetica A4 che, per un intervento di riqualificazione relativa a un fabbricato esistente, è un risultato più che soddisfacente.

Se all’esterno è prevista un’adeguata coibentazione, all’interno si adotterà particolare attenzione all’impiantistica, che sarà dotata di pompe di calore, impianto di ricambio/filtraggio dell’aria e apposito impianto con tecnologia “VMC” (Ventilazione Meccanica Controllata). Queste operazioni saranno controllate in tempo reale mediante un innovativo software di monitoraggio, creato e personalizzato per la supervisione del sistema edificio/impianto, che consente di valutare il coretto funzionamento e la reale performance dell’intero edificio.

Primo step: la demolizione sostenibile

Ha interessato tutti i muri di tramezzo, sia al piano terra sia al primo piano primo. In particolare, al piano terra si è proceduto a scavare abbassando di circa 50 cm tutta l’area interessata dal pavimento al fine di risanare e avere lo spazio per coibentare la pavimentazione futura.

Questa fase è stata affrontata e gestita con molta attenzione, adottando ogni accorgimento possibile per ridurre al minimo il sollevamento delle polveri e l’inquinamento acustico all’interno del cantiere. Abbiamo movimentato tutte le macerie e i materiali di risulta provenienti dallo scavo al piano terra e delle demolizioni murarie con un mezzo a risucchio, che ha permesso di sollevare meno polveri e ha ridotto la movimentazione dei materiali.

Secondo step: la coibentazione ottimizzata

Finiti i lavori strutturali all’interno, abbiamo proceduto con la coibentazione dell’involucro esterno del fabbricato attraverso un cappotto posato con materiale isolante dello spessore di ben 24 cm su tutti i lati del fabbricato da terra a tetto.

La coibentazione è una fase importante all’interno della costruzione e/o ristrutturazione di un fabbricato, poiché è proprio da quella che dipenderà buona parte dell’efficienza energetica dell’abitazione. Anche solo qualche piccolo dettaglio tralasciato può creare uno scompenso al risultato prefissato in fase di progetto.

Terzo step: le opportunità del lockdown

Il fermo forzato dei cantieri durante il lockdown ci ha permesso di riflettere con più tempo sul progetto e soprattutto ci ha fornito l’occasione per implementarlo con alcune migliorie inaspettate. Grazie alla realizzazione di un video render, abbiamo potuto proporre al nostro cliente e visualizzare l’aspetto finale di alcuni spazi interni pensati con funzioni allargate: una cucina più fruibile con un piccolo comparto per coltivare in aria ponica e una sala cinema per i momenti di svago. Queste soluzioni ci sono state suggerite dall’emergenza per il Covid-19, che ci ha aperto a una visione nuova dell’abitare in futuro, con uno spazio domestico presumibilmente vissuto con più assiduità.

Siamo intervenuti a livello progettuale anche sull’aspetto dei consumi energetici introducendo il Tesla Solar Roof come materiale di copertura del tetto, abbinato all’accumulatore a batteria del tipo Tesla Powerwall, utile per immagazzinare l’energia prodotta e sfruttarla al momento del bisogno. L’energia in eccedenza risparmiata dal consumo del fabbricato, infatti, si può impiegare per altri scopi, come ad esempio la ricarica dell’automobile di famiglia.

Quarto step: ripartire in sicurezza

Finalmente siamo ripartiti con i lavori in cantiere. L’eredità che ci lasciano lockdown ed emergenza Covid-19 sta nelle nuove modalità operative che dovremo seguire per garantirci di operare in sicurezza.  Un cambio di prospettiva utile, perché siamo consapevoli che dopo questa pandemia l’edilizia non potrà tornare agli standard del passato. Siamo pronti a ricominciare.

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